Dalla lirica al discorso poetico

STORIA DELLA POESIA ITALIANA (1945-2010)

Chi si attendesse da questo libro una storia istituzionale della poesia italiana ne rimarrebbe deluso. Quel che in queste pagine si narra è un’altra «storia»: il racconto di ciò che poteva essere e non è avvenuto, delle possibilità inespresse e/o rimosse e intermesse della poesia italiana. Seguendo il filo rosso di una analisi precisa e argomentata come un laser, l’autore si chiede: «qual è la matrice comune del parametro moderato della poesia italiana del secondo Novecento?» Tutto il libro è il tentativo di rispondere a questo interrogativo, passando per il «fallimento» di Lavorare stanca di Pavese, attraversando criticamente il neo-sperimentalismo di «Officina», lo sperimentalismo della neoavanguardia e il post-sperimentalismo, la Linea lombarda, fino al «riformismo moderato» della linea Sereni-Giudici. Siamo negli «anni Sessanta: il boom economico». Seguono «gli anni Settanta: la modernizzazione», «gli anni Ottanta: il riflusso», «gli anni Novanta: la condizione post-moderna», per arrivare ai giorni nostri, alla «nuova poesia modernista», ai due grandi sconfitti: Franco Fortini e Angelo Maria Ripellino, alla «generazione invisibile», alla «fine dei maestri e i ‘cattivi maestri’», passando per la «generazione lirica» fino ad arrivare alla riflessione delle riviste degli anni Novanta, alla «crisi delle poetiche epigoniche» e alla «prospettiva degli anni Dieci: la crisi della crisi: la post-crisi», dalla de-fondamentalizzazione alla rifondazione del discorso poetico, fino a «Dopo il Moderno: la ‘generazione degli anni Dieci’». Un discorso critico ricco, inquieto, drammatico e anticonformista, che sollecita l’intelligenza del lettore.

Dati: 2011, 412 pp., brossura
Prezzo: 18 euro

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