Rapimenti ambivalenti

Dal buio della carne guizza la scintilla di una luce. Lo capiamo bene, e lo vediamo in atto, nelle liriche di Elena Falgheri. Poesia della “crudeltà” artaudiana, la sua, che ci trasporta in una dimensione “altra” ma immanente, remota ma vicinissima, attraverso il “grado zero” di una scrittura destrutturata, saltata in aria, ellittica e incandescente, da après le deluge. Il flusso esistenziale è un canto selvaggio che sorge dalla combustione delle sue scorie. Le parole bruciano di “esperienza”, cauterizzate al calor bianco. Se la vita è fuoco velenoso, la poesia è fulgore fantastico che veicola oscure energie: è congerie iridescente e stralunata: è vertigine che fluttua tra sogno e realtà, tra consunzioni e risurrezioni, tra scomparse e misteriose epifanie.
(dalla prefazione di Marco Onofrio)
Dati: 2007, 96 pp., brossura
Prezzo: 12 euro
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