Piccola storia del corpo

Lungo i secoli la letteratura  guarda  al corpo molto diversamente. I Greci lo esaltano, il Medioevo lo umilia e lo respinge, il Rinascimento lo pungola e lo osserva, la modernità lo esplora fino alla repulsione. Nel romanzo e nel racconto, oltre che nell’arte figurativa, il corpo si presenta come ricettacolo misterioso, luogo di una sosta affaticante,  sede del desiderio e dell’attesa,  compagno indivisibile,  imprevedibile nemico.

È un viaggio nel corpo questo libro. È l’esito di un’attenzione partecipe a un folto gruppo di autori, che vanno dagli antichi ad Ariosto, da Sartre a Calvino, da D’Annunzio a Moravia, da Tabucchi agli ultimi narratori italiani. L’andatura fluida, in empatia con le opere percorse e interrogate, fa confluire  il pensiero e l’analisi  in narrazione: come accade alla critica che accosta il lettore e lo trattiene.

Ne viene uno svelamento e una crescita: forse la riappropriazione di un limite che è anche il primo dei doni.

(dalla prefazione di Elio Pecora)