Lungo i secoli la letteratura guarda al corpo molto diversamente. I Greci lo esaltano, il Medioevo lo umilia e lo respinge, il Rinascimento lo pungola e lo osserva, la modernità lo esplora fino alla repulsione. Nel romanzo e nel racconto, oltre che nell’arte figurativa, il corpo si presenta come ricettacolo misterioso, luogo di una sosta affaticante, sede del desiderio e dell’attesa, compagno indivisibile, imprevedibile nemico.
È un viaggio nel corpo questo libro. È l’esito di un’attenzione partecipe a un folto gruppo di autori, che vanno dagli antichi ad Ariosto, da Sartre a Calvino, da D’Annunzio a Moravia, da Tabucchi agli ultimi narratori italiani. L’andatura fluida, in empatia con le opere percorse e interrogate, fa confluire il pensiero e l’analisi in narrazione: come accade alla critica che accosta il lettore e lo trattiene.
Ne viene uno svelamento e una crescita: forse la riappropriazione di un limite che è anche il primo dei doni.
(dalla prefazione di Elio Pecora)
Dati: 2008, pp. 144, brossura
Prezzo: 12 euro
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