Questa terra che bestemmia amore

«A chi legge le poesie di Questa terra che bestemmia amore è evidente che per Maria Lanciotti era urgente fare un bilancio della storia trascorsa e di quella presente, non senza uno sguardo sul futuro. Ma è altrettanto evidente che anche consegnare questo bilancio era urgente. Consegnarlo in primo luogo a se stessa: per farsi chiarezza, prima che per farla a noi che la leggiamo, per un bisogno di sintesi che, di fronte alle tante analisi propinate un po’ da tutti i media, ha avuto per questa poetessa il carattere di un bisogno incoercibile dell’anima. E consegnarlo, poi, alla terra stessa. È come se Maria avvertisse la necessità di deporre in giudizio sui temi che tratta o, più ancora, di lasciare su di essi una testimonianza come quelle che – ci dicono – gli scienziati cercano di confezionare e di lasciare appunto “alla terra” per tramandare gli aspetti più significativi della nostra storia millenaria: per dare confini (de-finire) e senso alla dimensione del tempo. Ma, se di una testimonianza si tratta – e di una testimonianza in questo senso così forte –, direi che vuole farla – e lasciarla – sui rischi che la terra corre».

Dalla Prefazione di Michele Tortorici

Dati: 2009, pp. 80, brossura
Prezzo: 10 euro

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